L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

Il libro che recensirò oggi è un libro letto all’inizio del 2017 e lo avevo scelto per la mia reading challenge. L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello è un libro molto famoso e consigliato dai bookbloggers perché parla di tematiche complicate e delicate. Non a caso Oliver Sacks è stato docente di neurologia nella prestigiosissima università Columbia di New York. Il testo è edito da Adelphi e si compone di quattro parti: Perdite, eccessi, trasporti, il mondo dei semplici. Come ho detto poco fa mi sono lasciata trascinare dai consigli e dalle recensioni di questo libro, perché lo trovavo davvero molto interessante e un qualcosa di nuovo per me.

Titolo: L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

Autore: Oliver Sacks

Editore: Adelphi

Prezzo copertina: 9,35

Kindle: 4,99

Trama: Il testo composto da quattro parti narra di storie cliniche, raccontate dal docente della Columbia University Oliver Sacks.

Recensione: Questo libro è narrato in modo brillante, quindi devo dar ragione a chi lo consiglia spesso. Purtroppo, i temi della salute non mi piacciono molto e li trovo noiosi. Ho scelto questo testo perché parlava di storie cliniche e spesso leggo libri sui manicomi o sulle esperienze dei pazienti, ma questo libro l’ho trovato meno indirizzato alla medicina rispetto agli altri. Si nota la volontà dell’autore di capire innanzitutto le sensazioni e le identità dei personaggi narrati, cercando di entrare nel loro mondo e di interpretarlo piuttosto che prescrivere o limitarsi a dare dei giudizi affrettati. Le storie raccontano di pazienti affetti da varie patologie, trattate con cura e narrate in modo delicato al lettore. Il personaggio che mi ha colpito maggiormente è stato il Dottor P docente di canto con uno spiccato senso dell’ironia e dell’umorismo. L’idea di un individuo non in grado di riconoscere i volti mi fa pensare che la percezione e l’empatia siano due elementi che sfuggono nella modernità. Certamente, gli elementi che l’autore delinea durante la narrazione portano il lettore a riflettere e a concentrarsi maggiormente sul discorso dell’empatia. Può un dottore di qualsiasi tipo rimanere inerme di fronte ai diversi problemi dei pazienti? Sacks ci racconta che può avvenire il contrario, infatti sembra essere particolarmente sensibile alla molteplicità dei pazienti che gli si presentano davanti. Ho trovato interessante capire il meccanismo e le terminologie cui si riferiscono i dottori nei confronti dei pazienti. Il discorso sul deficit paragonato alla storia del dottor P. mi ha fatto riflettere molto sulle percezioni e sulla diversità dei casi. La mia impressione, dopo questa lettura, è che il medico non possa essere “standardizzato” nei rapporti con gli altri, soprattutto chi si occupa di neurologia perché la molteplicità delle situazioni varia di caso in caso. Le vicende prese in considerazione da Sacks sono ben ventiquattro e sono sicura che noterete la netta differenza dei personaggi in ogni narrazione. Non a caso non c’è nulla di ottimista o di sceneggiato in questo racconto, le storie terminano in un modo brusco e l’interpretazione è difficile. In definitiva, non sono rimasta completamente soddisfatta del libro perché a me non piacciono gli argomenti di medicina, ma questi casi sono molto interessanti e aiutano a conoscere un mondo nascosto. L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello è un libro intenso, ironico, comico e scritto in modo moldo efficace. Al di là se si apprezzano o meno questi argomenti è un libro che va letto.

Il medico a differenza del naturalista, ha a che fare… con un singolo organismo, il soggetto umano, in lotta per conservare la propria identità in circostanze avverse.
Ivy McKenzie

VOTO:9/10

Buona lettura,
Alessandra


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