Dostoevskij- Delitto e Castigo Recensione

Titolo: Delitto e Castigo
Autore: Fёdor Dostoevskij
Prezzo libro
: 3,90
Editore: Newton Compton Editore
Pagine: 480

Prima lettura del 2017: Delitto e Castigo di Fёdor Dostoevskij. Devo ammettere di essere stata un po’ incerta e titubante in questi mesi perché sentivo la necessità di leggere qualcosa di Dostoevskij, ma non ero convinta di volerlo fare fino in fondo. La mia scelta iniziale era ricaduta su I fratelli Karamazov però poi ho scelto Delitto e Castigo. Fin dalle prime pagine di questo romanzo mi sono resa conto di amare molto il tipo di scrittura di questo autore, poiché riusciva a farmi immergere completamente nel testo e mi sembrava di sentire le emozioni dei personaggi. In alcuni tratti questo testo presenta dei punti fermi che fanno chiedere al lettore se questo libro sia piaciuto o meno, ma dopo qualche pagina il senso e il messaggio che l’autore intendeva trasmettere diventa sempre più vivido. Protagonista di questo romanzo è Raskòlnikov, giovane studente di giurisprudenza, trovatosi in difficoltà economiche che in una serie di peripezie abbandona anche gli studi. E’ presente, a mio avviso, un forte dialogo interiore del protagonista che si interroga sulla propria sostanza e mi spiego meglio: Raskòlnikov si chiede spesso se abbia perso o meno la fede se Dio possa aiutarlo ad eliminare i pensieri negativi dalla sua esistenza. Più precisamente egli si presenta nel palazzo di Alena Ivanovna una donna sui sessant’anni priva di scrupoli che cerca in tutti i modi di acquisire ricchezza sulle spalle di povere persone cadute in miseria. Nel primo appuntamento con l’anziana signora il nostro protagonista ha dei turbamenti interiori e prova in tutti i modi ad eliminare dalla sua testa un architettura malefica: l’omicidio. Questa grande discussione con sé stesso lo porterà a lasciar perdere in un primo momento l’omicidio perché si rende conto che questa follia lo porterebbe alla deriva. Ad ogni modo, tralasciando i vari pezzi del libro per evitare di ricadere in spoiler ho segnato alcune citazioni per convincervi a leggere questo capolavoro qualora non lo aveste fatto. Prima di passare alle citazioni, c’è un punto che mi ha lasciata senza parole ed è il punto iniziale del libro dove Raskòlnikov si trova ad assistere a una discussione fra due uomini che parlano esattamente di Alena Ivanovna e Lizaveta Ivanovna, giovane sorella della donna che vive quasi in schiavitù, succube di quest’ultima. In quel preciso dialogo, il giovane ragazzo sembra convincersi ancor di più che la donna sia cattiva e che vada eliminata, poiché priva di morale.

Mentre attraversava la cancelleria, Raskòlnikov notò che molti sguardi si fissavano su di lui. Nell’anticamera, fra la folla, riuscì a ravvisare tutt’e due i portieri di quella casa, ai quali allora egli aveva proposto di condurlo dal commisario.

Un’analisi approfondita del personaggio porterà egli stesso a redimersi e a sistemare la situazione denunciando se stesso alle autorità.

Un’inquietudine senza oggetto e senza scopo nel presente, un sacrificio continuo e sterile nell’avvenire, null’altro gli rimaneva su questa terra.

Con quest’ultima citazione presa nella fase finale del libro, invito tutti voi a leggere questo capolavoro perché non tradirà assolutamente le vostre aspettative.

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